Sempre più numerose le coltivazioni scoperte dalle forze dell'ordine, il controvalore sul mercato dello spaccio supera il milione di euro. Sequestrate finora 620 piante, la metà dell'intera Lombardia: crescono nascoste nel mais, ma anche in giardini e balconi.
Brescia. La provincia di Brescia è la capitale del nord Italia nella coltivazione illegale di marijuana. Sarà per la bravura dei controlli delle forze dell'ordine, sarà perché siamo la provincia con un'estensione record di campi di mais (nel bel mezzo dei quali si semina la pianta dalle florescenze stupefacenti) fatto sta che i numeri parlano chiaro: con l'ultimo sequestro avvenuto ieri nella campagna clarense da inizio anno salgono a 620 le piante sequestrate, la metà dell'intera Lombardia.
Se fossero cresciute tutte fino ad una altezza media di 2 metri e mezzo avrebbero prodotto ognuna circa 2 etti e mezzo di infiorescenze (che vengono vendute a 10 euro il grammo). Il controvalore al dettaglio supera il milione di euro. Le piante sequestrate nel Bresciano equivalgono ad oltre la metà di quelle sequestrate dalle forze dell'ordine sull'intero territorio regionale (1112 una settimana fa, secondo i dati del Ministero dell'Interno).
Il sequestro record degli ultimi anni risale al 18 agosto in località Bredina a Rodengo Saiano: tra l'umidità di un campo di granoturco di 20 ettari crescevano 375 piante alte oltre 2 metri, individuate dai carabinieri di Gussago e Gardone grazie ad alla perlustrazione fatta con l'elicottero di stanza ad Orio al Serio. Un rinvenimento occasionale, assicurano i carabinieri.
Cinque giorni dopo un altro maxi ritrovamento segnalato dallo stesso elicottero: in un campo di mais di 5 ettari fra Paderno Franciacorta Ospitaletto i carabinieri di Chiari hanno trovato 150 fronde quasi mature. Più modeste le piantagioni ritrovate tra giugno e luglio in una radura a Montisola (nel complesso 22 piantine). A fianco di queste mega piantagioni ci sono anche i piccoli giardinieri dello sballo: chi coltiva in giardino (ma anche nell'armadio, nella vasca da bagno) poche piantine di ganja (termine sanscrito della cannabis). Come il padre e il figlio di Nigoline di Corte Franca beccati due settimane fa con un giardino dagli afrori troppo esotici o come il romeno che a Rezzato abbelliva il balcone di casa con tre piante di marijuana alte circa un metro e mezzo. Sempre in agosto a Lonato, in via Trento, sono state sequestrate sette piante di marijuana. Tra aprile e marzo è stata Barbariga (nella Bassa) teatro di un doppio sequestro: due fratelli trentenni coltivavano 27 piante nella casa dei genitori, mentre un operaio 35 aveva trasformato il suo armadio in una piccola serra artigianale.
Per la coltivazione non autorizzata di cannabis le sanzioni sono pesanti: la pena per la coltivazione di lieve entità è la reclusione da uno a sei a anni (quasi sempre commutata negli arresti domiciliari) e una multa da 3mila a 26mila euro. Per le grosse coltivazioni la detenzione va da 6 a 20 anni e la multa da 26.000 a 260.000 euro. Una sentenza del 10 gennaio 2008 della Cassazione stabilisce che la coltivazione anche in piccola quantità e casalinga della cannabis è sempre un reato penale. Dopo la legge Giovanardi che equipara droghe leggere e pesanti si è nel penale anche con solo 1 grammo: scatta la pesante accusa di spaccio se si posseggono più di 0,25 grammi di principio attivo Thc (ossia circa 3-4 grammi di hashish o marijuana).
Pietro Gorlani
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