Il canapaio vallesano si rifiuta di mangiare per ottenere la libertà. Sarà alimentato con la forza?
Il canapaio vallesano Bernard Rappaz ha ripreso oggi lo sciopero della fame per ottenere la libertà. Da alcuni giorni si trova in carcere dopo che il Tribunale federale ha stabilito che per Rappaz non ci sono le condizioni per un'eventuale interruzione della condanna, in particolare per ragioni mediche.
Ora per il canapaio si prospetta l'alimentazione forzata: il TF ha infatti accordato alle autorità vallesane il principio di procedere a tale intervento, se necessario.
Rappaz, ecologista, agricoltore e attivista per la depenalizzazione della cannabis, era stato incarcerato il 22 marzo. In maggio per le precarie condizioni fisiche in cui si trovava in seguito a un sciopero della fame, aveva ottenuto gli arresti domiciliari per due settimane, per poter ristabilirsi. Tornato in prigione il 21 dello stesso mese ha di nuovo rifiutato il cibo inoltrando una seconda richiesta di scarcerazione, istanza che il 9 luglio è stata respinta dal Tribunale cantonale vallesano.
A fine luglio, Rappaz è però tornato nella sua fattoria dove ha continuato a scontare la propria pena. La consigliera di stato vallesana Esther Waeber-Kalbermatten aveva infatti ordinato la detenzione domiciliare nell'attesa della decisione del Tribunale federale.
Rappaz è stato condannato nel novembre 2008 a cinque anni e otto mesi di carcere a per violazione grave della legge federale sugli stupefacenti e per amministrazione infedele aggravata. È stato riconosciuto colpevole di aver prodotto e venduto sull'arco di quattro anni 3,75 tonnellate di canapa e suoi derivati.
Twitter
Myspace
Furl
Yahoo
Technorati
Smarking
Spurl
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
