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Ma per il Tribunale federale non è un motivo sufficiente.
L’Allianz, venuta a sapere che un suo affiliato quarantenne in gioventù aveva occasionalmente fumato spinelli, ha negato il versamento di una rendita all’uomo afflitto da problemi di salute. La ragione addotta dall’assicurazione è che prima di firmare il contratto, nel 1997, il futuro cliente aveva compilato il questionario rispondendo negativamente alla domanda relativa al consumo di stupefacenti.

La cassa malattia, stando alla sentenza odierna del Tribunale federale, non ha però il diritto di farlo: “Il consumo occasionale ed episodico di cannabis costituisce un fatto banale e non rappresenta un motivo sufficiente per rifiutare le prestazioni richieste”, si legge nelle motivazioni della decisione.

Secondo le statistiche ufficiali, rilevano i giudici di Mon Repos, una persona su tre di età inferiore ai 25 anni ha già fumato una canna: “Non è possibile immaginare seriamente che una compagnia assicurativa rifiuti di concludere un contratto con un terzo della popolazione giovane”. In sostanza, non basta per escluderlo che l’assicurato abbia mentito, deve averlo fatto su un dato importante.

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