La canapa è tuttora sotto la lente di ricercatori e specialisti. Motivo? Capire se in qualche modo possa essere un valido aiuto alla lotta contro il cancro. Intanto, un paio di anni fa, Umberto Veronesi, massimo esperto del ramo, si diceva possibilista sull’uso della marijuana nella cura dei tumori. Il cannabidiolo, uno degli elementi che compongono la cannabis, potrebbe aiutare a bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, che in Ticino colpisce circa 250 donne ogni anno. Ma anche di altre forme tumorali. Questo sulla base di uno studio di un’équipe del California Pacific Medical Center Research Institute, pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics, “Bè, fino ad ora studi che davvero confermano in modo certo questa ipotesi non ne ho visti - dice il dottor Augusto Pedrazzini, oncologo di Locarno -. Ma sicuramente la cannabis si è rivelata un valido aiuto contro i dolori oncologici”.
Insomma, la strada per trovare alternative a pasticche, spesso accompagnate da effetti collaterali non indifferenti, chemioterapia, radioterapia e simili è ancora lunga e tortuosa. Tuttavia, benvenga avere tra le mani una sostanza che comunque può alleviare il dolore. E non solo. Anche l’insonnia, la nausea e la mancanza di appetito. Come confermano numerori pazienti che già ne fanno uso. Inoltre, esistono sperimentazioni con derivati della canapa per tenere sotto controllo il vomito.
Ma non solo cannabis. Molte altre terapie, cosiddette dolci, si rivelano un valido aiuto a contenere i “danni” delle cure oncologiche. Non per niente, da anni gli oncologi collaborano con i colleghi dell’omeopatia. E nel mondo molti pazienti si curano nei due modi, con ottimi risultati. Senza dimenticare che già moltissimi farmaci utilizzati in medicina derivano da sostanze vegetali.
Patrizia Guenzi
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