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Vi trovate qui>>> Home»Proibizionismo»Cucchi, sangue sui jeans La famiglia trova un chilo di droga

Macchie rosse sono state trovate sui jeans che Stefano Cucchi indossava il 17 ottobre scorso quando fu ricoverato nell'ospedale Sandro Pertini. Il ritrovamento della droga è avvenuto in una casa alla periferia di Roma, usata dal giovane

Ora la procura di Roma vuole accertare se quelle tracce siano effettivamente ematiche e se appartengano a Cucchi. Per questo motivo gli inquirenti, nel restituire ai familiari gli effetti personali di Cucchi, hanno disposto una consulenza tecnica ed affidato a Carla Vecchiotti, del Dipartimento di medicina legale dell'università La Sapienza, l'incarico di studiare quelle macchie e, se risulteranno di sangue, sottoporle al test del Dna.

All'accertamento prenderanno parte anche consulenti dei sei indagati, tra agenti penitenziari e dipendenti del Sandro Pertini. Il quesito posto dagli inquirenti al consulente tecnico Vecchiotti è il seguente: "accerti - si legge nel verbale - se nei jeans sottoposti a sequestro siano rinvenibili tracce di sangue umano ed, in caso affermativo, accerti le caratteristiche genetiche comparandole con quelle ricavabili dal sangue prelevato in sede autoptica dal corpo di Stefano Cucchi". La consulenza è stata disposta nell'ambito della più ampia indagine medico legale che dovrà fare luce sulla morte del geometra di 31 anni avvenuta il 22 ottobre scorso.

LA DROGA. Novecentoventicinque grammi di hashish e 133 di cocaina sono stati trovati dai familiari di Stefano Cucchi in un loro appartamento a Morena, alla periferia di Roma, spesso utilizzato dal geometra quando non dormiva a casa. La droga è stata trovata all'interno di un armadio. La notizia è stata comunicata alla procura dagli stessi familiari, tramite i loro legali Fabio Anselmo e Fabio Piccioni, ed ora la polizia è stata incaricata di procedere al sequestro dello stupefacente. Sulla vicenda il padre di Cucchi, Giovanni, è stato sentito dai pm ed ha spiegato che la scoperta è avvenuta casualmente durante le pulizie dell'appartamento. Non sono state trovate, invece, somme di danaro. "La scoperta e la comunicazione della notizia agli inquirenti - hanno dichiarato gli avvocati Anselmo e Piccioni - è la dimostrazione della trasparenza e della correttezza dei familiari di Stefano. Anche per questo bisogna credere loro quando dicono che il congiunto aveva il viso gonfio durante l'udienza di convalida del suo fermo".

http://unionesarda.ilsole24ore.com

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