Vi racconto due storie. La prima: c’era una volta una azienda a Napoli con ricavi annui, nonostante la crisi, per 2 milioni 790mila euro, con un guadagno netto di 870mila euro. Questo l'incasso medio dello spaccio di droga di una sola "piazza" di Scampia. Una sola. Aggiungiamoci che ogni santa mattina le patrie galere si ingrossano di qualche spacciatore che entra, esce, entra, esce dal carcere, come da porte girevoli. Un girotondo che, sappiamo, non avrà mai fine.
La seconda storia. Stato della California, un tempo ottava economia del mondo, oggi vicino alla bancarotta. A novembre i cittadini voteranno un referendum. Il quesito è: siete pro o contro la legalizzazione della marijuana? In caso di vittoria del sì il giro d’affari – finalmente tassabile – porterà nel circuito economico 10 miliardi di dollari (oggi il gettito fiscale per l’erba a scopo terapeutico in California è già di 200 milioni). Schwarzenegger (in foto) forse si salverà dal tracollo.
A queste due storie ne aggiungo una terza. La Campania, fa sapere il governatore Caldoro, rischia di fare la fine della Grecia: i soldi ricavati dalle tasse stentano a coprire il fabbisogno della Sanità e degli altri oneri pubblici.
Ora impastiamo le tre storie per il postulato finale. Neutralizziamo il principale business della camorra non con infiniti arresti ma con la legalizzazione delle droghe leggere (sostanze legali-addio mercato illegale) e il gettito fiscale della legalizzazione delle droghe leggere porterà introiti milionari alle casse non statali ma regionali (il federalismo fiscale!). Se questa morale – microeconomica eh, mica ideologica - vi stuzzica, battete un colpo.
Alessandro Chetta
http://napoli3d.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/
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