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L’assurda storia di Simone: denunciato e sospeso dal lavoro per una sigaretta di cannabis light
Autore: Redazione 18/12/2017 - 12:18:00

La cannabis light è a contenuto legale di THC, proveniente dalle infiorescenze di varietà di canapa certificate per l’uso industriale. Non ha alcun effetto psicoattivo ed è perfettamente legale, tanto che in Italia è venduta ormai in tutte le città e anche le tabaccherie si stanno muovendo per iniziarne la distribuzione. Peccato che nessuno si stia preoccupando di aggiornare le forze dell’ordine, che la trattano come se fosse vera marijuana. 

Simone, il cui cognome omettiamo dietro sua richiesta, è un trentenne residente a Ostia. Un nostro lettore che ci ha inviato una lettera per raccontare quanto gli è accaduto lo scorso 1 dicembre per mano degli agenti del commissariato di Polizia Stradale “Lidi di Roma”. Una vicenda vergognosa, che speriamo si risolva al più presto e che non si ripeta ai danni di nessun’altro cittadino in futuro. 

Simone si trovava nel suo appartamento, nella frazione della capitale Ostia Lido, la stessa al centro delle cronache nazionali in seguito al caso Spada e alle indagine sulle infiltrazioni mafiose e neofasciste. Proprio durante un giro di controllo all’interno della palazzina dove vive gli agenti suonano al suo campanello, mentre si trova sul divano intento a fumare una sigaretta di canapa legale. “Una volta visti 
dallo spioncino – racconta Simone nella mail inviata alla nostro redazione – confesso di essermi molto preoccupato in quanto io lavoro come guardia giurata. Però alla fine ho aperto senza troppi timori perché infondo ho pensato che avendo acquistato regolarmente la cannabis light e non avendo nulla da nascondere potevo riceverli senza problemi. A quel punto sono entrati e hanno immediatamente avvertito l’odore in casa di quella sostanza. La loro prima reazione è stata esclamare: «lo sai che adesso non lavori più?» detto con aria e tono molto soddisfatto”.

A quel punto Simone ha cercato di spiegare agli agenti come si trattasse di canapa legale, regolarmente acquistata in un negozio. “Ma gli agenti hanno immediatamente proceduto alla perquisizione della mia casa con l’unità cinofila che non ha rilevato nessun altra presenza di sostanza oltre a quella che avevo lasciato bene in vista sul mio tavolino che è stata prontamente sequestrata”.

“Inizialmente non hanno creduto che si trattasse di una sostanza comprata regolarmente dicendo che io potevo avere la confezione e dentro tenerci dell’autentica cannabis acquistata illegalmente. Successivamente – prosegue il racconto – un loro collega ha rivelato che la mia versione poteva essere vera in quanto anche lui era a conoscenza di un negozio qui nella nostra zona che vende la cannabis light. Tuttavia a seguito di ciò mi hanno ritirato la documentazione e l’arma con cui lavoro dicendo che comunque non sono cose che posso fare. Da quel giorno la mia ditta mi ha sospeso finché chi di dovere non deciderà di restituirmi tutto il necessario per tornare a lavoro e non è detto nemmeno che lo facciano”.

Una vicenda che dimostra una volta di più come in Italia ci sia un gigantesco problema di formazione delle forze dell’ordine, le quali continuano a perseguire persone intente a consumare o coltivare varietà di canapa perfettamente legali. Soluzioni che poi si risolvono quasi sempre positivamente nei tribunali, ma che comunque possono rovinare persone innocenti. Simone ora si è affidato all’avvocato Carlo Alberto Zaina, e aspetta che la situazione si risolva, ma per ora si ritrova senza lavoro e con l’impossibilità di far fronte alle proprie necessità quotidiane.

“In questo periodo storico di scarso lavoro un po’ per tutti, una persona come me senza lavoro per essere stata «trovata in possesso di 0,58 grammi (dato scritto sul verbale amministrativo che mi hanno rilasciato) di sostanza verosimilmente di marijuana», viene lasciata senza lavoro. Considerando i tempi generalmente biblici della burocrazia italiana che fine farà uno come me? Sono stato sospeso dalla mia azienda senza retribuzione per possesso di una sostanza legale. Dov’è la giustizia se una Repubblica che si dice fondata sul lavoro te lo toglie per ingiustificati motivi?“. Così si conclude la mail di Simone, e la redazione di Dolce Vita non può far altro che condividere il suo pensiero, augurandosi che tutto si risolva al più presto.

Articolo originale su dolcevitaonline.it:L’assurda storia di Simone: denunciato e sospeso dal lavoro per una sigaretta di cannabis light



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