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Che cos’è l’iperemesi o sindrome iperemetica da cannabinoidi?
Autore: Redazione  14/12/2017 - 10:10:00

La cannabis in medicina è sempre stata considerata come un antiemetico e cioè un sostanza in grado di contrastare la nausea ed il vomito. Ancora oggi viene abitualmente prescritta come coadiuvante nelle terapie oncologiche o ad esempio in quelle per trattare l’Aids, anche per questa sua proprietà. 

Di recente è però stato scoperto che, per un numero di persone molto ristretto, fumare cannabis in modo cronico per diversi anni può portare ad avere nausee ed episodi di vomito ripetuti. Si tratta della sindrome iperemetica da cannabinoidi o iperemesi da cannabinoidi, una patologia relativamente sconosciuta e rara, spesso confusa con la sindrome del vomito ciclico, di cui si sta iniziando a capire qualcosa di più soltanto di recente. 

Ne avevamo parlato già nel 2014, quando, in seguito ad alcuni casi manifestati in America, l’argomento era stato discusso a livello internazionale. 

Il primo studio clinico che ha stabilito una connessione tra l’uso cronico di cannabis e la patologia è stato effettuato nel 2004 in Australia proprio per approfondire meglio il tema. Dei 9 pazienti presi in esame, 7 non avevano più avuto il vomito dopo aver cessato completamente l’assunzione di cannabis, che ancora oggi è ritenuto l’unico modo efficace per placare definitivamente i sintomi, visto che i normali farmaci antiemetici non sortiscono effetto.

Secondo i primi studi scientifici l’iperemesi da cannabinoidi si sviluppa in seguito ad un consumo eccessivo di cannabis effettuato per molti anni consecutivi, quando per uso eccessivo viene generalmente inteso un utilizzo dalle tre a cinque volte al giorno. In uno studio americano del 2011 che cercava di fare il punto della situazione viene spiegato che la durata media dell’uso di cannabis prima dell’inizio dei sintomi è stata di circa 16 anni anche se in un paziente i primi sintomi si erano sviluppati dopo circa 3 anni di consumo quotidiano.

In genere le persone che soffrono di iperemesi da cannabinoidi hanno attacchi sempre uguali: nausea per qualche ora e poi vomito che può durare uno o più giorni. Non c’è febbre o diarrea e nemmeno crampi o veri e propri dolori. Quasi tutti i pazienti sostengono che le docce calde siano l’unica cosa in grado di alleviare i loro sintomi, e che più sono calde, meglio è, cosa che può fornire un indizio sulla causa della patologia. Infatti, secondo lo studio dei ricercatori dell’Università di Philadelphia, “i bagni caldi possono agire correggendo lo squilibrio indotto dalla cannabis del sistema termoregolatore dell’ipotalamo”, teoria ripresa da un altro studio sulla patologia pubblicato nel 2015.

Mentre la cannabis è utilizzata per le sue proprietà antiemetiche, può sembrare paradossale che causi il vomito in alcune persone. Dalle diverse testimonianze dei pazienti emerge che a causa di queste proprietà ampiamente conosciute, le persone che sviluppano la sindrome spesso aumentano la quantità di cannabis che consumano nella speranza che possa curare la loro nausea, peggiorando la situazione.

E’ un’ulteriore dimostrazione di quanto poco consociamo il nostro corpo ed il sistema endocannabinoide, e di quanto ci sia ancora da studiare a riguardo dell’interazione tra cannabis e recettori cannabinoidi.

Articolo originale su dolcevitaonline.it:Che cos’è l’iperemesi o sindrome iperemetica da cannabinoidi?

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