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“Ingerisce THC, gravissimo”, ma dall’ospedale dicono che non è vero
Autore: Redazione 03/09/2017 - 09:26:00

Noi che volevamo fare i giornalisti, siamo costretti di nuovo a fare da pompieri per gli effetti pirotecnici della stampa italiana quando si parla di cannabis: ogni volta, da una scintilla si propaga un incendio. La notizia riportata i giorni scorsi da diversi giornali italiani tra i quali il sito di Repubblica e de Il Fatto Quotidiano, ripresa poi a valanga da siti e blog, era che un cittadino bengalese sarebbe stato ricoverato dopo aver ingerito barrette contenenti THC senza saperlo. La notizia delle condizioni del paziente andava dal “gravissimo” al “pericolo di vita” riportato da alcuni siti, con varie sfumature. 

Stupiti dalla notizia abbiamo cercato invano di contattare i gestori del B&B dove lavorava il malcapitato. Proprio lì, pulendo una stanza, avrebbe trovato le barrette incriminate abbandonate dagli ospiti precedenti. Siamo però riusciti ad avere notizie dall’ospedale dove ci è stato raccontato che il paziente non è “gravissimo”, come riportato da diversi articoli, e soprattuto che “non è in pericolo di vita”, versione poi confermata dalla responsabile della comunicazione dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Visto il contenuto di THC di 130 milligrammi, nel caso di una persona non abituata ad assumerlo e soprattutto che l’ha assunto senza saperlo, magari a stomaco vuoto, è indubbio che il 26enne possa essersi sentito male. Ma da qui al “gravissimo” c’è una bella differenza. Sembra sempre che la stampa generalista non aspetti altro che uno studio o una vicenda che mettano in luce un qualche effetto negativo di questa pianta massacrata dall’uomo, per scatenare la gara a chi la spara più grossa.

Soprattutto si sarebbe dovuto spiegare che le barrette in questione (lasciate probabilmente da un paziente americano) sono create per uso terapeutico e una barretta contiene almeno 3 porzioni, e può causare cali d’energia o sonnolenza, cosa esplicitata chiaramente sulla confezione. Non solo, perché l’articolo di repubblica.it evidenzia anche la possibilità che il giovane avesse fatto uso di altre sostanze, che avrebbero interagito con il THC.

Non possiamo che concludere ricordando a tutti che, nonostante le fake news, le bufale, i complotti veri e propri e le ricerche mirate, la cannabis non ha mai ucciso una singola persona nella storia, nemmeno in questo caso, purtroppo per i proibizionisti.

Se la stampa italiana dedicasse un decimo del tempo che passa a demonizzare la cannabis, a raccontare invece i lati positivi nel caso venisse legalizzata o le sue virtù terapeutiche ed i pochissimi effetti collaterali se paragonata a farmaci che abbiamo tutti negli armadietti di casa nostra, forse la percezione della popolazione sarebbe cambiata già da un po’.

Articolo originale su dolcevitaonline.it:“Ingerisce THC, gravissimo”, ma dall’ospedale dicono che non è vero


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