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Cosa abbiamo imparato leggendo la nuova relazione sulle droghe presentata al Parlamento
Autore: Redazione 04/08/2017 - 08:33:00

È stata presentata la Relazione annuale al Parlamento sulle droghe e le tossicodipendenze. Uno strumento che permette di verificare attraverso i dati l’attualità della “questione droghe” nel nostro paese ed anche, come vedremo, di smontare alcune bufale come quella sulle concentrazioni di Thc presenti nella cannabis. Il testo completo della relazione si può scaricare a questo link, di seguito un riassunto di alcuni dei dati più interessanti presenti nell’edizione 2017. 

9 SEQUESTRI SU 10 RIGUARDANO LA CANNABIS. Nel 2016 c’è stata una nuova impennata delle operazioni antidroga, in totale 23.734 (+23% rispetto al 2015). Tuttavia diminuiscono, e non di poco, i chilogrammi totali di sostanze sequestrate: 71.672, meno della metà rispetto ai 154.503 chili sequestrati nel 2014. Il dato più interessante è però nella composizione dei sequestri: il 91,4% di essi riguardano la cannabis (58,1% di infiorescenze e 33,3% di hashish). Alle droghe pesanti spettano solo le briciole della repressione: 6,6% del totale i sequestri di cocaina, 0,7% di eroina o un irrisorio 0,1% di sostanze sintetiche. Interessante notare anche come in Italia i sequestri di sostanze pesanti siano notevolmente inferiori alla media europea, che si attesta al 9% del totale per i sequestri di cocaina e al 5% per l’eroina, mentre la predominanza dei  sequestri di cannabis, comunque netta, nel resto del continente si ferma al 70%. Tra le regioni italiane quelle dove il numero di operazioni antidroga sono state più numerose sono Lazio, Lombardia  e Campania, ma la regione dove i sequestrati sono stati maggiori in termini quantitativi è di gran lunga la Puglia, evidentemente a causa della grande importazione di cannabis che dall’Albania sbarca sulle coste della regione, con quasi 28mila chili di sostanze sequestrate, più del doppio del Lazio secondo in classifica con 11,5mila.

LE CONCENTRAZIONI DI PRINCIPIO ATTIVO PRESENTI. I dati forniti smascherano una delle teorie mediatiche più frequenti e diffuse, quella secondo cui ogni anno la concentrazione di Thc presente nella cannabis sia in aumento: la media contenuta nell’erba sequestrata si attesta allo stesso livello da 4 anni a questa parte: 11%. Con percentuali molto variabili tra i vari campioni, che variano dallo 0,8% ad un massimo di 39% rinvenuto in un campione di hashish. Ad aumentare è invece la purezza media di metanfetamine (impennatesi dal 26 al 49% negli ultimi due anni) e cocaina (oltre il 60% nei campioni del 2016). Per tutte le sostanze si riscontra però un limite nella presentazione dei dati che rende impossibile individuarne le tendenze di medio e lungo periodo, visto che sono pubblicati solo i dati relativi agli ultimi quattro anni.

GEOGRAFIA DELLE DROGHE SINTETICHE. Un altro spunto di riflessione arriva dal capitolo dedicato alle droghe sintetiche. Qui scopriamo che il mercato è ancora dominato dall’ecstasy, mentre sta cambiando progressivamente la forma di confezionamento, con un aumento delle sostanze che si presentano in polvere (+25,4%) e un parallelo decremento di quelle sotto forma di pastiglie (-28,5%). Una tendenza che pare andare incontro ad una richiesta di mercato: da tempo gli operatori segnalano infatti una preferenza per il consumo di mdma e altre sostanze chimiche in polvere in quanto più semplici da nascondere ai controlli sulle strade e dentro le discoteche. Notevole la differenza nel numero dei sequestri tra le aree d’Italia: nel 2016 il 53,5% delle droghe sintetiche sono state sequestrate nel Nord, il 45,8% nel Centro Italia e solo lo 0,7% al Sud Italia. Una possibile spiegazione di questo dato può venire dai canali di importazione delle sostanze sintetiche, che provengono in gran parte dall’Olanda e quindi necessariamente percorrono la penisola a partire dalle frontiere settentrionali. Gli altri paesi da cui si importano droghe sintetiche sono Spagna, Polonia e Cina.

NUOVE SOSTANZE: CRESCE LA DIFFUSIONE DELLA SPICE. Il capitolo sui consumi conferma come la cannabis sia di gran lunga la sostanza maggiormente utilizzata. Il 42% dei giovani sotto i 34 anni l’ha fumata almeno una volta, e il 22% lo ha fatto nell’ultimo anno, cifre sensibilmente maggiori alla media europea, dove questi dati si attestano rispettivamente al 26 e al 14%. Diminuisce il consumo di cocaina (l’1,6% dei giovani l’ha consumata almeno una volta nel 2016, erano più del doppio dieci anni fa) mentre rimane stabile quello di oppiacei. A far discutere è però il dato sulla cosiddetta “Spice”, ovvero quella che sui media viene spesso definita “cannabis sintetica” (un fenomeno del quale abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo) che sarebbe stata provata dall’11% dei giovani nell’ultimo anno, diventando in pochi anni la seconda sostanza più diffusa.

DIMENSIONE ECONOMICA DEL MERCATO ILLEGALE. Nella relazione è presente un quadro economico sul giro d’affari delle droghe, formulato dall’Istat sulla base dei dati su sequestri e consumi forniti dal Ministero degli Interni e aggiornato al 2014. Il documento stima in 14,2 miliardi di euro il valore di mercato annuo della compravendita di droghe illegali. Oltre 6 miliardi sono dati dal traffico di cocaina, circa 4 miliardi di euro da quello di cannabis (il 28,2% del totale), circa 2,5 miliardi da quello dell’eroina, mentre tutte le altre sostanze si dividerebbero i due miliardi circa rimanenti. Si tratta comunque di cifre che vanno prese con le pinze, visto che si basano su stime che necessariamente si possono discostare anche di molto dal reale quadro del fenomeno, specie per quanto riguarda le droghe sintetiche, che più spesso sfuggono ai controlli e al monitoraggio venendo acquistate anche sul web.

CARCERI SEMPRE PIENE DI POSSESSORI DI DROGHE. I dati dimostrano anche come la bocciatura della legge Fini-Giovanardi, decaduta nel febbraio 2014, non abbia prodotto cambiamenti significativi sul numero di cittadini incarcerati per aver infranto la legislazione sulle droghe. I detenuti per “reati droga correlati” rappresentano ancora oltre un terzo della popolazione carceraria totale (il 34,1% per la precisione, contro il 38% del 2013, ultimo anno di applicazione della Fini-Giovanardi). Quello che però la relazione non dice è come gran parte di questi detenuti (oltre 18.600 individui) siano in gran parte consumatori e piccoli spacciatori piuttosto che grandi narcotrafficanti (un dato questo messo in luce dal libro bianco prodotto da Forum Droghe e altre associazioni indipendenti). Mentre continua a mancare una statistica importante, da tempo richiesta dalle associazioni, quella che comunichi ai cittadini quanti di questi 18mila detenuti si trovino in carcere per il solo possesso o piccolo spaccio di cannabis.

Articolo originale su dolcevitaonline.it:Cosa abbiamo imparato leggendo la nuova relazione sulle droghe presentata al Parlamento



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