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Dentro una casa fatta solo di pietra, terra e canapa
Autore: Orsola Ambrogi 22/07/2017 - 07:50:00

Incastonata sul versante del Monte Carmelo che guarda il Mar Mediterraneo è stata ultimata una casa che vuole rispecchiare un “archetipo di sostenibilità” abbattendo l’utilizzo del calcestruzzo e dando spazio e valore a materiali naturali e rispettosi dell’ambiente, implementando la struttura all’interno del contesto rurale alla quale appartiene. Pietra, terra e canapa sono le materie prime che sostengono, isolano e rendono unica questa abitazione. 

Costruita nel nord di Israele, nell’insediamento di Ein Hod, già nota come colonia di artisti dal 1953 e precedentemente villaggio di esuli dopo la Grande Guerra (insediati illegalmente in terre palestinesi, ma questo è un altro discorso) la residenza interagisce con il territorio circostante anche grazie alle accortezze progettuali che sono state studiate. 

La base è di pietra tagliata nelle cave locali e forma il piano terra dove sono siti laboratori e studio dell’artista committente. La ritroviamo poi accuratamente levigata come pavimentazione di tutta la casa, nel camino dell’area giorno e nella scalinata d’ingresso esterna. 

Al piano superiore è stato impiegato un materiale bio-composito chiamato Hemplime o Hempcrete costituito da una miscela di canapa e calce che offre alte prestazioni in termini di resistenza e isolamento.

In particolare come proprietà meccanica non soffre della fragilità tipica del calcestruzzo e permette quindi una lavorazione che non necessità di accorgimenti per la gestione del caldo e dei relativi giunti di movimento. Possiede una bassa densità ed è resistente agli stress da movimento (caratteristica che lo rende un buon materiale per le zone a rischio sismico) ma la poca resistenza alla pressione rende necessario il sussidio di un’altra materiale, solitamente un telaio in legno, che possa supportare il peso dell’intera struttura.

La scelta della canapa è oltremodo importante per l’aspetto di isolamento e di assorbimento del carbonio, uno dei principali scarti tossici nella lavorazione del classico calcestruzzo. La struttura porosa permette un buon controllo dell’umidità il che lo rende un materiale ottimo per lavorare in sinergia con sistemi ecologici per il calore, la ventilazione e il raffrescamento passivo.

Secondo lo studio di progettazione Tav Group è la prima volta che viene utilizzato il mattone di canapa in Israele per la realizzazione di un’abitazione (la fase di progettazione è durata 8 anni) e mantiene le promesse di sostenibilità e attenzione nei materiali e nelle tecnologie selezionandoli in modo da ridurre l’impronta di carbonio e abbassare le proprie esigenze energetiche.

“Abbiamo utilizzato solo materiali locali. Non si sono visti camion che entravano e uscivano dal nostro cantiere, il che ha ridotto l’inquinamento atmosferico” riferisce l’architetto israeliano Maoz Alon il quale sottolinea che “la casa è sostenibile perché è costituita da materiali naturali provenienti dalla natura e ritornerà alla natura”.

250 metri quadri orientati in modo da ricevere la brezza marina del Mar Mediterraneo nelle camere da letto e nel soggiorno, intonaco a terra delle pareti interne, pannelli solari, impianto di depurazione delle acque grigie e riutilizzo della raccolta delle acque piovane chiudono il cerchio di questa costruzione che sta facendo parlare di sé per la sua unicità.

Articolo originale su dolcevitaonline.it:Dentro una casa fatta solo di pietra, terra e canapa



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