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Canapa al Composites Europe 2018 di Stoccarda – dal 6 all’8 novembre
Autore: Giuseppe Grifeo  27/08/2018 - 10:58:00

Tecnologie innovative per il mondo delle automobili, trasporti in genere, edilizia, impianti, macchinari per la produzione. Grande appuntamento in Germania. Tra i nuovi materiali e metodi la Canapa al Composites Europe 2018 di Stoccarda che aprirà martedì 6 novembre per chiudere giovedì 8.

Kromlabòro di Maddaloni (Caserta), primo FabLab della provincia, artigianato digitale, in partnership con la catanese Kanèsis

Al Centro Congressi di Messe Stuttgart sarà presente anche l’Eiha, l’European Industrial Hemp Association che avrà un suo spazio espositivo. Per la Canapa ottime prospettive nelle bioplastiche-biocompositi a cominciare dal settore imballaggi (più in basso il capitolo che descrive la situazione). Bottiglie, pellicole e sacchetti, in particolare, costituiscono circa il 58% delle bioplastiche. Seguono tessile (11%), beni di consumo (7%) e automotive (7%).

La Composites Europe è definita dagli organizzatori come una piattaforma commerciale internazionale per l’industria dei compositi.

Uno degli spazi del Composites Europe di Stoccarda (foto d’archivio 2017 degli organizzatori)

Canapa al Composites Europe 2018 di Stoccarda: i numeri del Salone

Il Salone tedesco è ideato e realizzato da Reed Exhibitions in collaborazione con l’associazione europea dell’industria EuCIA e l’associazione commerciale Composites Germany, una coalizione i cui membri includono le associazioni e i gruppi industriali AVK, CCeV, CFK-Valley e VDMA Working Group Hybrid Lightweight Technologies.

Attesi più di 300 espositori provenienti da 30 paesi, raccolti in uno spazio espositivo che supererà gli 8.000 m2. I soli visitatori commerciali dovrebbero avvicinarsi a quota 10.000.

Canapa al Composites Europe 2018 di Stoccarda: i biocompositi

L’interesse crescente verso materiali innovativi di origine biologica rende sempre più appetitoso lo sviluppo anche nel settore della Canapa. A dare le più grandi e immediate prospettive di crescita per l’utilizzo della canapa è il mercato europeo e  mondiale dell’imballaggio.

Come scrivono gli stessi organizzatori del Salone di Stoccarda, numerosi i ricercatori che lavorano allo sviluppo e alle possibili applicazioni insieme a tanti protagonisti del settore.

Al Composites Europe a questo punto della ricerca e nuove scoperte è dedicato il Bio-Based Composites Pavilion.

Il richiamo d’obbligo ed emblematico voluto dall’organizzazione è quello relativo a Henry Ford, vero pioniere che già negli anni Venti del 1900 si interessava alla plastica derivata da prodotti agricoli come fibre di canapa e farina di soia. Progettò e realizzò prototipi di auto con parti di carrozzeria e telaio derivate da fibra vegetale, canapa in particolare. In uno spot pubblicitario Ford colpì uno di questi prototipi con un’ascia senza distruggerlo dimostrandone forza e resistenza. Molto nota anche la sua “Soybean Car” degli anni 40, i cui pannelli della carrozzeria erano fatti di plastica contenente soia.

Secondo uno studio pubblicato nel 2015 dal Centro VDI per l’efficienza delle risorse, inventario delle costruzioni leggere in Germania, riportato da Composites Europe, le materie plastiche rinforzate meccanicamente con fibre naturali di canapa, lino o cotone sono già affermate nell’ingegneria automobilistica, specialmente per applicazioni interne: sono economicamente competitive e questi materiali segnano anche ottimi punti con una bassa suscettibilità alle scheggiature durante gli scontri e un buon isolamento acustico.

Le bioplastiche stanno anche sostituendo i prodotti convenzionali derivati ​​dal petrolio greggio in numerosi altri settori, come nell’industria dell’imballaggio. I vantaggi che giungono da questi nuovi materiali non giungono solo da una buona immagine, ma da numerose proprietà. Sono imballaggi innovativi adatti per i prodotti freschi e gli alimenti deperibili: frutta e verdura rimangono freschi più a lungo grazie alla maggiore traspirabilità della plastica “verde”. Un vantaggio che ha anche un impatto positivo quando vengono convertiti in film igienici, ad esempio nei pannolini.

Uno degli spazi del Composites Europe di Stoccarda (foto d’archivio 2017 degli organizzatori)

Le curiosità che mettono insieme alta tecnologia e materiali “verdi”

Diversi istituti di ricerca sono oggi impegnati nella produzione di fibre di carbonio a base di lignina (pasta di legno) per rendere le materie prime rinnovabili utilizzabili per la costruzione leggera CFRP.

Con i colleghi belgi, gli scienziati della RWTH Aachen University hanno sviluppato componenti per auto ecocompatibili realizzati interamente con fibre vegetali e bioplastiche.

Toyota utilizza cuscini di seduta, tappetini e pannelli laterali basati su PLA (acido polilattico) in alcuni modelli.

Il produttore di pneumatici Continental sta lavorando su pneumatici in gomma di dente di leone.

Canapa al Composites Europe 2018 di Stoccarda: produzione bioplastiche e terreni agricoli dedicati

Nel 2017 la produzione di bioplastiche si è attestata a quota 2,05 milioni di tonnellate, ancora molto indietro rispetto ai 320 milioni di tonnellate di materie plastiche a base di petrolio grezzo prodotte annualmente.

Gli esperti del Nova Institute ed European Bioplastics prevedono che la capacità di produzione globale potrà raggiungere i 2,44 milioni di tonnellate entro il 2022 creando fino a 300.000 posti di lavoro altamente qualificati entro il 2030 e solo in Europa.

Gli studiosi dell’istituto di ricerche di mercato Ceresana affermano inoltre che le bioplastiche raggiungono tassi di crescita significativamente più elevati rispetto alle plastiche standard convenzionali.

In considerazione della crescente domanda e di una gamma di applicazioni sempre più ampia, questa tendenza è destinata a intensificarsi ulteriormente.

Nell’analisi di mercato del 2016, le vendite totali globali di materie plastiche “verdi” hanno superato i 2,6 miliardi di dollari.

Come sottolineato da Composites Europe, i dati dell’Agenzia per le risorse rinnovabili (FNR) evidenziano come i polimeri a base biologica rappresentano circa l’1,5% dei polimeri strutturali. Le previsioni attuali presumono che questa percentuale raddoppierà entro il 2020.

Secondo la stessa Agenzia, i timori che le quantità di materie prime necessarie per la crescita del mercato delle bio plastiche vadano a scapito delle aree di coltivazione urgentemente necessarie sono attualmente ancora infondate.

Quest’anno, circa lo 0,02% delle terre agricole del mondo sarà utilizzato per fornire materie prime rinnovabili per la produzione di biocompositi. “Pertanto – concludono – Pertanto, il fattore chiave qui è in realtà quello di stabilire un ciclo sostenibile che si estende dalla produzione alla produzione, dall’uso – se possibile sotto forma di uso multiplo – all’utilizzo dei rifiuti prodotti”.

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