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Minnesota, anche i Pellirosse di White Earth fanno Canapa per Alimentare e Bioedilizia
Autore: Giuseppe Grifeo  03/05/2018 - 16:36:00

Semi e fibra, olio, farina e materiale per bioedilizia. Con questi obiettivi di prodotti finali è iniziata la realizzazione del progetto individuato in Minnesota all’interno di una riserva: i Pellirosse di White Earth fanno Canapa e hanno investito circa 100.000 dollari.

La storia è raccontata da MprNews-Minnesota Public Radio e ripresa da  The Circle, Native American News and Arts.

Se i Pellirosse di White Earth fanno Canapa, le altre Nazioni di Nativi Americani non stanno a guardare

Il caso di White Earth è uno dei tanti che vedono coinvolte molte Nazioni dei Nativi Americani nella valorizzazione e nella riscoperta della Canapa. Tanto per citarne alcune, quelle dei Meskwaki, Lakota, Menominee, Mandan, Hidatsa, Colville e tante altre.

Alla loro guida giovani leader che stanno indirizzando le loro comunità verso questa impresa agricola e commerciale con un approccio innovativo e, in un certo senso, olistico.

È considerata una possibilità di sviluppo e sopravvivenza reale delle comunità prima ancora che orizzonte di grandi affari.

Come sottolineato da The Circle, questa primavera i canapicoltori pellirosse si sono riuniti prima nella riserva White Earth e poi in Colorado alla NoCo Hemp Expo di Loveland, dedicata solo alle attrezzature per la raccolta e per la lavorazione, alle ultime innovazioni in agricoltura, oltre che all’analisi normativa. Così gli agricoltori pellirosse della Cannabis hanno aderito “a una rinascita internazionale della pianta che un tempo copriva gran parte dell’Europa e del Nord America”.

Muriel Young Bear, Dustin Finley, Rosebud White Plume, Marcus Grignon e Waylon Pretends Eagle, sono alcuni tra i nuovi leader che stanno lanciando la Intertribal Hemp Association, nuova organizzazione destinata a educare le comunità native sulla canapa e a lavorare creando collaborazioni per il futuro dell’industria della canapa nelle nazioni nativo-americane.

Tara Mason, segretaria e tesoriere della Nazione dei Nativi Americani a White Earth – foto Ann Arbor Miller per MPR News

I Pellirosse di White Earth fanno Canapa: la rotazione con colture tradizionali Bio

Tutto avviene su una collina che domina la cittadina di Callaway ai margini della Riserva di White Earth.

L’investimento non piccolo, l’attesa dei risultati e le grandi potenzialità di sviluppo economico per il territorio, tengono sulle spine Tara Mason, segretaria e tesoriera della Nazione di Nativi Americani della White Earth: “Abbiamo un’intera micro-economia che può ruotare attorno alla filiera della canapa – ha detto la Mason – Questo potrebbe essere davvero l’inizio di molte grandi cose che qui potremo costruire in futuro”.

La canapa viene coltivata per semi o fibra. I semi e l’olio prodotto questi costituiscono una parte crescente del mercato alimentare e la popolazione del territorio non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione.

Il tutto è frutto della continuazione di un progetto che fa capo al Dipartimento dell’Agricoltura del Minnesota che già nel 2017 aveva avuto il via libera per la prima fase dalla Federal Drug Enforcement Agency. Si possono utilizzare solo semi di canapa importati (Europa e Canada) con permessi rilasciati dal Dipartimento di Stato per l’Agricoltura.

Crescita esponenziale nel 2018 con 42 nuove richieste in Minnesota per un totale di oltre 810 ettari.

Sebbene la White Earth sia considerata amministrativamente come una nazione sovrana, i funzionari della riserva affermano di seguire tutti i regolamenti statali e federali relativi alla canapa.

Il professor George Weiblen dell’Università del Minnesota sta supervisionando i test sulla varietà di canapa in tutto lo stato, anche nella White Earth, dove sono state utilizzate 12 varietà di canapa per la produzione di semi. È certo, ha sottolineato Weiblen, che la canapa può essere coltivata con successo in tutto il Minnesota.

Anche in questo caso, anche se in misura minore rispetto all’Italia, uno dei nodi principali è rappresentato dalla lavorazione di semi e canne.

Zachary Paige, coordinatore della White Earth food Sovereignty – foto Ann Arbor Miller per MPR News

La canapa si adatta bene anche alla visione della White Earth Nation per una produzione alimentare sostenibile, ha detto Zachary Paige a MprNews, coordinatore della White Earth food Sovereignty.

Queste colture di canapa non sono state trattate con fertilizzanti o pesticidi, quindi si adatterebbero bene a un regime di rotazione con colture organiche, “fagioli, mais nativo, canapa, erba medica – ha rimarcato Paige – Questo tipo di rotazione organica sarebbe redditizia in un mercato caratterizzato da prodotti dall’alto valore aggiunto”.

Nella White Earth si sta valutando l’idea di acquistare una pressa per estrarre l’olio dai semi di canapa, ma vedono forse più potenzialità nelle piante più alte e robuste che crescono accanto agli appezzamenti dedicati ai test per le sementi.

I Pellirosse di White Earth fanno Canapa raccogliendo anche la sfida della Bioedilizia

“Abbiamo cinque varietà. È fantastico. Ho sentito che ci sono 22.000 prodotti che puoi produrre dalla canapa, quindi è praticamente senza limiti”, ha rimarcato Zachary Paige proprio mentre stava accanto a piante di canapa alte oltre due metri.

Il gambo ha fibre lunghe un po’ come la lana all’esterno e un materiale legnoso più interno, spiegano. Le fibre lunghe sono comunemente usate per fare corda e tessuto.

In questo momento la maggior parte di questa domanda di mercato è piena di importazioni cinesi a buon mercato e quelle fibre lunghe sono difficili da estrarre, “Quindi inizieremo con i prodotti più semplici, l’hempcrete, il fiber board”, ha detto Paige.

Hempcrete è fatto di cemento con fibre di canapa sminuzzate. È più leggero e più forte del cemento tradizionale. Dal canto suo invece il pannello in fibra combina trucioli di legno e canapa in un pannello di compensato.

L’elaborazione e la lavorazione per l’edilizia vede i funzionari della riserva piuttosto cauti riguardo ai possibili proventi della canapa, ma immaginano di creare nuovi materiali da costruzione e di dare vita a molti processi di lavoro necessari alla filiera

“Se si riuscisse a integrare l’industria della canapa con il settore edilizio, sarà una grande evoluzione – ha detto Douglas Lee, uno studente del tribunale della White Earth che sta contribuendo a creare un piano di sviluppo economico per la industria della canapa – Una necessità che non si esaurirà mai è la produzione di materiale da costruzione”.

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