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Hollywood, celebrities e marijuana fai da te. Se non hai il tuo weed boy non conti nulla
Autore: Januaria Piromallo 23/03/2018 - 13:08:00

Los Angeles confidential. A queste latitudini “accerchiato” da celebrities (tanto al chilo) e infuso di american dream (tanto nessuno ci crede più) se non hai il tuo weed boy non sei nessuno. Ti dispensa consigli sulla qualità da comprare a secondo del mood e qui la selezione è più vasta di quella di una carta di vini. Come un angelo custode il weed boy (nessuno lo chiama più pusher) fornisce, 24 ore su 24, pronto soccorso all’anima in pena. Perché grazie a un’applicazione che si chiama weedmap da scaricare sugli smartphone sai dove trovarla giorno e notte.

Il weed boy è il tuo spacciatorelegalizzato visto che dal 1 gennaio 2018 basta avere 21 anni e la marijuana si compra dal “droghiere” come fosse una confezione di chai tea. Prima il rifornimento  per il suo potenziale terapeutico avveniva solo dietro prescrizione medica.  Adesso invece i nuovi punti vendita sono ricreazionali (recreational, oh yes) e, ovviamente, aperti a tutti. “Zen Hollywood Dispensary” (8464 Santa Monica Boulevard, così vi risparmio la fatica di  cercare l’indirizzo on line) si vanta di essere il fornitore ufficiale di Hollywood, celebrities incluse. Nomi non si fanno, il weed boy, fedele servitore, è muto come un pesce, ma basta googlare celebritiesmarijuanaaddiction ed ecco la lista: da Lady Gaga che ha confessato di fumare fino a 20 spinelli per combattere lo stress a Brad Pitt che la usa(va) come rimedio contro la depressione. Cosi fan tutti.

Otto vetrine affacciate sulla strada, alla reception Clarissa, una ruspante ragazzona californiana, è irremovibile, senza carta d’identità non si entra. Mia figlia rimane fuori. Acconsente solo per una foto ricordo sulla parete, tutta green con l’inconfondibile foglia stilizzata, allestita per i selfie. Per avere accesso al tempio dello sballo fai da te c’è la fila come da Mc Donalds per un fat burger.

Per il marijuana tour ho uno chaperon privilegiato, mio figlio. Scopro con costernazione che è un esperto cannabisologo e mi indica le tre tipologie must: Indica, Sativa, Hybrid alle quali corrispondono una quarantina di sottocategorie: per ridere, per combattere l’insonnia, per armonizzare corpo e mente, per eccitare e per rilassare, per aumentare l’appetito (presente quelle canne che scatenano una fame da lupo?). Il BlueDream invece è ricco di cannabidiolo (Cbd), possiede qualità medicinali e può agire come anti infiammatorio. In una vetrina sono esposte le edibles, cioè le mangiabili, che si presentano sottoforma di biscotti e tavolette di cioccolata. Il concentrato si chiama Shatter, si presenta come miele solido da scorticare (oddio, avrò capito bene?) e si scioglie nelle pipe ad acqua. Il costo dipende ovviamente dalla qualità: si parte da 6 dollari al grammo, la più scadente, per arrivare a 30 dollari la più sofisticata. Parla, mi spiega e si rolla uno spinello… Oddio, ma questa è dipendenza figlio mio! Qui si spinellano tutti, cercando di tranquillizzarmi. Non è una giustificazione. A casa mi apre un cassetto e mi mostra il suo piccolo armamentario, praticamente una farmacia “casalinga”.

Negli States, in Italia (ma tutto il mondo è paese) l’età in cui si inizia a fumare è sempre più precoce. E il rischio di passare a droghe più pesanti è amplificato. La potenza del Thc (principio attivo della cannabis), secondo uno degli ultimi rapporti dell’Unione Europea, nella marijuana da bancone è aumentato di oltre il 50 per cento. A Venice Beach, fra contaminazioni neo hippie, nostalgie anni ’70, skaters che piroettano su dune di cemento e patiti del fitness en plein air, street artist e musicanti, si respira aria di mare e di cannabis. Un paio di bugigattoli con tanto di scritta Green doctor vendono confezioni (da 20 dollari) di Black Magic Salvia che si scioglie, si fuma nelle pipe ad acqua ed è allucinogeno.

Non bisogna volare oltreoceano, in Svizzera è legale coltivare e vendere marijuana a condizione che il Thc sia inferiore all’1%. E basta andare ai supermercati della Coop per comprare un pacchetto di sigarette di marijuana come fossero fatte di tabacco (costo 19 franchi) o dall’edicola alla stazione per comprare una scatola di black widow ( costo 23 franchi) della grandezza di una confezione di pastiglie per la gola.

Anche in Italia da maggio 2017 è possibile comprare la ‘marijuana light’, il cui valore di Thc non raggiunge lo 0,6%, e i rivenditori autorizzati si sono trovati subito un nome accattivante Easyjoint. Da Green Utopia Hemp Shop (zona Porta Romana, Milano) parte invece un progetto imprenditoriale vegano e biologico di largo respiro. La canapa nel settore alimentare e cosmesi è declinata in mille varianti: baci di dama, biscotti con semi di canapa decorticati, farina, pasta, conserve, olii, condimenti, birra, vodka. Saponi, creme antirughe e shampoo. Ma anche preservativi di canapa e lubrificanti. E uova di pasqua. Con “sorpresa” inclusa.

Instagram januaria_piromallo

L'articolo Hollywood, celebrities e marijuana fai da te. Se non hai il tuo weed boy non conti nulla proviene da Il Fatto Quotidiano.

Articolo originale su ilfattoquotidiano.it: Hollywood, celebrities e marijuana fai da te. Se non hai il tuo weed boy non conti nulla

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