Hempyreum.org
Local Time
English (UK) Deutsch (DE) Français (FR) Español (ES) Italian (IT)
Spaccio sconfitto a pratogiardino, ma i problemi restano
Autore: nuovoredattore2  11/03/2018 - 01:07:00

Viterbo - Il parco cittadino dedicato a Lucio Battisti era diventato un luogo dove si vendevano hashish e marijuana

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Salvatore Pecorella

Viterbo – Il trenino di pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Savina Menichetti

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – L’ufficio mobile della Polizia a Pratogiardino

Viterbo – La Polizia a Pratogiardino

Viterbo – Controlli della Polizia a Pratogiardino

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – La pista di pattinaggio a pratogiardino
Lucio Battisti

Viterbo – Pratogiardino Lucio Battisti

Viterbo – Villa Brannetti

Viterbo – Pratogiardino torna a respirare. Dopo la tempesta dei giorni scorsi. Il parco cittadino di Viterbo dedicato a Lucio Battisti, uno dei più influenti e innovativi cantautori italiani, era diventato una piazza di spaccio, hashish e marijuana. Ogni tanto qualche scazzottata, alla fine un accoltellamento.

Multimedia: Pratogiardino Lucio BattistiVideo

Limite superato, Viterbo non c’era abituata e ha reagito, tirando a lucido la sua anima di destra. Daspo urbano approvato dal Comune e CasaPound fuori dai cancelli del giardino di Viterbo. Sempre presente al Lucio Battisti.

Qualche domenica fa, prima ancora che nevicasse e col freddo che faceva, c’erano solo i suoi militanti, che hanno offerto pure una mattinata di giri gratis sul trenino del Parco guidato da vent’anni da Salvatore Pecorella. “È la villa comunale più bella della città – dice Pecorella – Un patrimonio che va valorizzato. E per farlo va prima conosciuto. Anche per questo continuo a portare avanti un’attività da cui certo non ci si guadagna. Se c’è degrado attireremo gente che gli piace il degrado. Se c’è bellezza vorrà dire che verrà un altro tipo di persone”. Saggezza popolare. Poche le persone in giro per il parco e degli spacciatori delle scorse settimane nemmeno l’ombra.

Nemmeno nei giorni precedenti, da quando la Polizia ha cominciato quotidianamente a pattugliare il parco. Dall’8 marzo all’interno del parco c’è inoltre un ufficio mobile di Polizia voluto dalla Questura per rassicurare le persone con una presenza costante delle forze dell’ordine. Presenti a questo punto tutti i giorni, dalle otto di mattina alle otto di sera. Probabilmente anche per disincentivare i clienti degli spacciatori.

Prima che il Parco diventasse per qualche tempo una piazza di spaccio, probabilmente il primo vero ritorno a una piazza di spaccio dopo quelle degli anni ’80 e ’90, ma allora si trattava di cocaina, il problema vero era e resta il degrado. L’abbandono a se stesso di un parco nobiliare aperto al pubblico dallo Stato unitario e trasformato, con le sue statue dedicate al Risorgimento italiano, in una specie di luogo di rivalsa anticlericale nel cuore della città dei Papi. Dedicato infine a Lucio Battisti.

La zona nasce comunque nella seconda metà del Trecento come area verde della Dogana del Patrimonio. Successivamente parte della Rocca Albornoz e utilizzato per esercitazioni militari, tra il ‘400 e la fine del ‘700 passa di mano in mano tra le famiglie Monaldeschi, Gatti, Baglioni, Marsciano, Chigi-Montoro e Ubaldino-Renzoli che lo utilizzarono invece come pascolo per il bestiame. Fra le specie arboree presenti, leccio e platano sono le più rappresentate. Ci sono poi ippocastani, aceri, cipressi, oleandri, pungitopo e ligustri.

Una bellezza storica e naturalistica come poche altre, spaccata però in due. La parte dove si erano rifugiate le famiglie, quella dell’area giochi. E una parte dove aveva preso piede lo spaccio, da qualche anno a questa parte lasciata senza troppa manutenzione, con le poche giostre di un tempo tolte del tutto, quella che una volta era una pista da pattinaggio impossibile da praticare, le panchine che non ci sono più, qualche colpo di bomboletta spray sopra i marmi che riportano i nomi delle canzoni di Battisti e il ponticello degli innamorati, quello con i pesci rossi, dove non ci passa più nessuno e i pesci stessi stanno ammucchiati e a debita distanza dalle poche papere rimaste. Sia in questo che nell’altro laghetto all’ingresso, entrambi sempre più simili a decorosi stagni. 

Pratogiardino, con i sui 35 mila metri quadrati di superficie, produce infatti, e da sempre, una piccola parte del Pil cittadino. Al suo interno, giostrai e un piccolo bar, punto di riferimento per famiglie e bambini da quando Prato giardino è stato aperto al pubblico. “E con una gestione sempre al femminile”, racconta orgogliosa Savina Menichetti, attuale proprietaria del bar.

“C’era il chiosco qui. Te lo ricordi quando c’era il chiosco qui? Me dicevano di non passare di sotto – prosegue Menichetti – che all’epoca c’erano i guardoni. C’è sempre stato angolo nero di parto giardino. Lo spaccio non l’hanno mai fatto da questa parte dove ci sono le attività. Per ventinove anni ho sempre tenuto aperto”.

Un “angolo nero” da sempre appartato e una volta dedicato alle coppiette. Ci si andava a pomiciare. Per questo i guardoni. Tuttavia popolato. Finita l’epoca dei flirt e dei corteggiamenti, questa zona del parco è finita prima nell’ombra, infine nel dimenticatoio. 

“Dovrebbe essere il cuore verde di Viterbo – dichiara Stefano Emili mentre porta a spasso i figli sul versante area giochi – Di verde c’è, ma mal curato. Serve un po’ più di cura per le aiuole e per il verde. Servono delle attività”. 

Un Prato spaccato in due. In mezzo le forze dell’ordine che hanno stroncato tutti i canali di spaccio e CasaPound che li ha denunciati proseguendo poi con un’azione di monitoraggio.

Nonostante ciò “il vero nemico del parco – aggiunge Savina Menichetti – resta il tempo. Se è brutto tempo la gente non viene e noi non vendiamo. Comunque economicamente ci si campa ancora. Anche se il periodo più bello è stato quello con gli eventi, quando il lavoro andava alle stelle. Un giorno di lavoro che ti faceva stare bene per tutto l’inverno. Claudio Baglioni nel 2004 ha fatto più del bilancio di Santa Rosa. Non c’era posto pe’ dormi’ in tutta Viterbo”.

Fuori pratogiardino Lucio Battisti ci sono Porta Fiorentina, la Rocca Albornoz e al suo interno il museo nazionale etrusco che pochi conoscono. Appena si attraversa la strada, lo storico Chalet e la stazione dei Taxi. A destra si va al Pilastro, a sinistra a Piazzale Gramsci e di lì verso viale Raniero Capocci e la zona sud della città di Viterbo.

Se però qualcuno volesse proseguire dritto, superare il passaggio a livello e imboccare viale Trieste verso la Quercia e Bagnaia, noterebbe come Prato Giardino si trovi lungo un tracciato verde che parte alle spalle del parco stesso con la splendida Villa Brannetti che si trova nascosta lungo una piccola via secondaria a ridosso dello stadio cittadino.  Un’antica residenza nobiliare dell’inizio del 1700 oggi in vendita.

“Oltre 1.300 mq. coperti – si legge sul sito dell’agenzia immobiliare che se ne sta occupando – distribuiti su cinque livelli collegati tra loro da un ampio ascensore e due antiche scale. La bellissima villa conserva attualmente intatte importanti caratteristiche architettoniche. Di notevole pregio sono: la scalinata esterna verso il parco, la piccola fontana e alcuni interni affrescati oltre alla cappella settecentesca”. Il tutto con la “possibilità di annettere alla villa un’area edificabile di circa un ettaro con la possibilità di costruire mc. 18.000 con destinazione terziaria e/o residenziale per poter adattare il fabbricato ad un ampio ventaglio di utilizzazioni compresa la destinazione turistica/alberghiera”.

Subito dopo Villa Brannetti, il parco che ha acquistato la sua attuale fisionomia nella seconda metà dell’Ottocento e in successione piazzale Gramsci che un tempo apriva alla campagna e il liberty, magnifico, di viale Trieste con lei sue ville che conducono verso un altro parco, questa volta cinquecentesco. Villa Lante a Bagnaia. Una dimensione nascosta. Un percorso turistico al naturale. 

Daniele Camilli

The post Spaccio sconfitto a pratogiardino, ma i problemi restano appeared first on Tusciaweb.eu.

Articolo originale su tusciaweb.eu: Spaccio sconfitto a pratogiardino, ma i problemi restano

..