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Spacciavano al bar e in chiesa, 14 arresti
Autore: nuovoredattore2  09/03/2018 - 01:41:00

Operazione Montana - Smantellata rete di pusher - In azione anche i poliziotti della questura di Viterbo 

Polizia

Operazione antidroga Montana – Gli arrestati

Operazione antidroga Montana – La conferenza
stampa

Viterbo – Smantellata rete di spacciatori italiani, albanesi, tunisini e peruviani. Quattordici arresti all’alba di ieri, tra Terni e Roma. Ma a dare man forte ai poliziotti umbri (che hanno condotto le indagini) sono intervenute anche le volanti della questura di Viterbo, entrate in azione alle 4 di mattina.

L’operazione antidroga Montana ha portato all’arresto di quattordici persone: sei sono finite in carcere e otto ai domiciliari. E ieri gli agenti hanno eseguito anche nove perquisizioni domiciliari. Gli arrestati e i denunciati a piede libero sono accusati a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L’operazione Montana ha visto impegnati a Terni e a Roma oltre 150 poliziotti, appartenenti alle questure di Terni, Viterbo, Roma, Perugia, Arezzo, L’Aquila e Rieti. Oltre che al reparto prevenzione crimine Umbria-Marche e Lazio, alle unità cinofile della Capitale e al reparto volo di Pratica di Mare.  

Gli agenti hanno smantellato una rete di spacciatori italiani, albanesi, tunisini e peruviani che sarebbe stata capace di un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro al mese attraverso la cessione di stupefacenti di vario tipo. Cocaina, eroina, hashish, marijuana e droghe sintetiche venivano comprate a Roma o da cittadini albanesi, per poi essere spacciate sul mercato ternano, in particolare nel centro città e nei luoghi di aggregazione giovanile.

Le indagini hanno preso le mosse dall’arresto per droga dello scorso giugno di un albanese rintracciato mentre era di ritorno da Roma. In auto, nascosto in un vano del cruscotto, avrebbe trasportato un panetto di cellophane con oltre un chilo di cocaina purissima. Oltre all’arrestato durante l’intervento era stato identificato un giovane ternano, sempre proveniente da Roma a bordo di un’altra auto, con funzione di “staffetta” per far scattare l’allarme in caso di posti di controllo.

Durante l’indagine, attraverso ore di attività tecniche e servizi di osservazione, sono state arrestate in flagranza altre persone e sequestrati vari quantitativi di droga.

La rete criminale, composta sopratutto da giovani tra i 25 e i 35 anni, prevedeva un tarantino di 66 anni residente a Terni, suo figlio, tre giovani ternani, un napoletano, tre tunisini, due albanesi e un peruviano. Oltre a un altro italiano e a un altro albanese residenti a Roma.

Il luogo di ritrovo e dello spaccio, la vera e propria “centrale operativa”, era in un locale pubblico di Terni, poco fuori dal centro cittadino. Le figure di spicco della rete, sedute ai tavoli del bar, avrebbero gestito lo spaccio prendendo accordi con fornitori, pusher e consumatori. Anche attraverso pizzini, spesso utilizzati per indicare i luoghi delle consegne, bruciati subito dopo per non lasciare traccia. In altre occasioni, per non destare sospetti, gli incontri sarebbero avvenuti anche in alcune chiese.

Lo stupefacente proveniente dalla Capitale, arrivava a Terni su auto con il vano portaoggetti modificato, spesso ricorrendo al sistema delle “staffette”, e veniva consegnato nel locale pubblico. Poi sarebbe stato preso in consegna dal figlio del tarantino e da uno dei tre giovani spacciatori ternani. Quest’ultimo, dopo aver tagliato la droga, l’avrebbe suddivideva in dosi per lo spaccio al minuto. L’operazione sarebbe avvenuta in una fitta boscaglia, nella periferia di Terni, che raggiungeva con il suo scooter.

Preparate le dosi, il giovane sarebbe tornato in centro dove, sempre a bordo dello scooter, le avrebbe consegnate ad altri pusher e consumatori. Rapido negli spostamenti, cambiava quasi quotidianamente itinerario, e in un giorno sarebbe riuscito a servire una folta clientela, variegata per fasce di età e di reddito. Oltre a lui, è emersa nel corso delle indagini un’importante serie di spacciatori, attivi soprattutto nelle zone maggiormente frequentate da giovani.

Il ricavato della vendita dello stupefacente, ripartito tra i principali esponenti del gruppo soprattutto tra i tavoli del bar, sarebbe poi stato usato anche per finanziare acquisti sempre più ingenti di droga. Da quanto emerso dall’indagine, il prezzo stabilito per l’acquisto di un un grammo di cocaina si aggirava sugli 80 euro.

Prima di ieri, già cinque persone erano state arrestate in flagranza di reato e 15 denunciate a piede libero. I poliziotti avevano già sequestrato anche circa due chili e mezzo di cocaina, 100 grammi di Mdma, 500 di marijuana e 100 di hashish. Ma anche 39 proiettili, calibro 38 special.

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