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Perchè la gente fuma Cannabis Light?
Autore: Giuseppe Nicosia  24/02/2018 - 13:41:00

Chi segue il mondo cannabico italiano conosce bene la storia della Cannabis Light.
Da sempre, in Italia, vengono legalmente commercializzate le infiorescenze di “canapone” per tisane. In realtà è anche quella una “forzatura” dato che il limite di THC negli alimenti, per Legge, è ZERO.
Le infiorescenze per tisane non hanno mai incuriosito i consumatori di cannabis con THC, anche se il prezzo è stato sempre decisamente basso (15€ per circa 30/40 grammi). Forse perché sono sempre piene di foglie e semi.

Le prime infiorescenze in una confezione dall’aspetto “terapeutico” furono quelle del Sativage. Veniva venduto a circa 10€/g, in barattoli da 5 grammi molto simili a quelli del Bedrocan. Forse perché le cime erano macinate, non convinse molto gli acquirenti. L’azienda che lo produceva è tornata a proporlo, ma senza macinare più i fiori… certamente avranno più fortuna!

Poi è arrivata la “Cannabis Light”.
Il successo, forse dovuto anche al termine usato per indicare il prodotto, è cresciuto nei mesi.
E’ stata certamente una mossa vincente definirla “light” in quanto, tale nome, riporta automaticamente il pensiero alla cannabis (quella con THC).
Ma, a parte il nome, i fruitori hanno sempre saputo che si trattava di infiorescenze a bassissimo contenuto di THC.
Certo, saranno stati migliaia i consumatori di cannabis che hanno consumato la “light” con la speranza di sentire quella leggera euforia che solo buone percentuali di THC riescono a provocare. Queste persone, dopo la prima canna di “light”, certamente non hanno voluto più sapere nulla di questo prodotto. Qualcuno forse ricorderà l’esperienza come uno dei peggiori “pacchi” presi.
Chi invece ha provato, gradito e continua a consumare cannabis light sono individui che non vogliono più andare dallo spacciatore, né vogliono violare la legge coltivando clandestinamente. Riescono ad essere soddisfatti col “sapore”, e non sono da criticare in quanto, comunque, è sempre meglio la cannabis light del tabacco.
Lo usa anche chi non sopporta gli effetti del THC, ma ha il piacere di farsi una “canna”.
Fin qui, nulla di nuovo.

La sorpresa è stata invece quella di veder consumare cannabis light a navigati fruitori di THC.
Non parlo di un semplice “assaggio”, come quello che faccio io ogni tanto, anche se NON FUMO cannabis light.
Gente con la quale ho condiviso erbe da lasciarti catatonico, oggi mi riferisce di “aver svoltato” grazie alla cannabis light. Ho faticato per comprendere parole che, all’inizio, mi erano sembrate solo il frutto di uno “svarione”.
Quando la cosa mi è stata riferita da più amici, allora ho iniziato ad indagare sul fenomeno.
Quando ho chiesto: “ma perché fumi cannabis light?“, la risposta che ho ottenuto è stata pressoché la stessa da tutti: “durante il giorno, quando lavoro, consumando cannabis light non mi rallento. Riesco a fare tutte le cose che mi ero prefissato di fare e non mi rimane nulla in sospeso… insomma, senza THC sono più attivo“. Qualcuno ha anche ammesso di avere più memoria rispetto a prima. Tutti comunque continuano a consumare cannabis con THC quando non lavorano, e prima di andare a dormire.

In questi mesi la cannabis light è migliorata tantissimo in qualità, vivendo un evoluzione simile a quella della cannabis con THC che è passata dall’essere la “naturella” di 30 anni fa (con qualche seme, raccolta troppo presto o troppo tardi), a tutte le varietà che conosciamo oggi e che vengono coltivate con metodologie che permettono di ottenere prodotti purissimi, utilizzabili anche in ambito terapeutico.

Per chi ancora non lo sa, la prossima produzione di cannabis a scopo terapeutico è stata affidata ad un azienda in Canada. Nell’azienda verranno prodotte tre tipologie di cannabis medica:
– cannabis ad alto contenuto in THC 22% e < 1% CBD
– cannabis con THC 8% e CBD 8% (rapporto 1:1)
– CANNABIS CON BASSO THC < 1% E ALTO CBD 8-10%

Praticamente produrranno, in GMP, cannabis light che sarà certificata per la sua azione terapeutica!
NB: Il fitocomplesso contenuto nelle infiorescenze di cannabis, per alcune patologie, è terapeutico anche se il contenuto di THC è minimo.

Sorge spontanea la domanda: “perché non viene ammesso anche il potere terapeutico di tutte le altre varietà che stiamo producendo legalmente in Italia?”… ma è la stessa domanda che abbiamo posto per anni, senza mai ottenere una risposta seria, confrontando il Bedrocan ad una buona Super Silver Haze coltivata in indoor.

Oggi esistono varietà d’importazione che superano il 15% di CBD. Cosa accadrà quando i pazienti non troveranno la cannabis in farmacia, e sapranno che la stessa (ma senza certificazioni) si trova nei growshop, venduta legalmente?!
Intanto, da infiorescenze allo 0,2% di THC, si sta passando ad infiorescenze che sfiorano lo 0,6%, che è il limite massimo di THC previsto per le coltivazioni legali di canapa, in campo. Sostanzialmente anche lo 0,6% di THC è una quantità trascurabile per quantitativi di cannabis inferiore ai 5 grammi.

Le FF.OO. continuano nel loro compito di repressione, e possono imporre comunque il sequestro del prodotto per gli accertamenti del caso, oltre che obbligare il possessore ad effettuare il drug-test; specie adesso che le differenze alla vista tra la “light” e la “non light”, sono impercettibili.
A livello di coltivazione, la cannabis light ha fatto impazzire tutti: quale altro prodotto agricolo, che praticamente non ha grandi necessità per crescere, viene venduto dai 200€/kg, ai 2000€/kg?

Per l’anno 2018 prevedo una produzione di cannabis light maggiore di quella realmente richiesta dal mercato italiano. Ciò vuol dire che solo le varietà migliori saranno vendute, e a prezzi inferiori rispetto a quelli attuali.
Non ci sarà più posto per il prodotto derivato da colture in pieno campo, che torneranno a dare seme e fibra, o che verranno usate per fare estratti ed oli essenziali.
La cannabis light che troverete nei negozi sarà di elevatissima qualità.
Nel 2018 ci saranno coltivazioni di canapa in tutta Italia, e in moltissimi negozi si venderà questo prodotto; sempre che non arrivi una legge che imponga limiti e obblighi specifici per la vendita.
Tanto per gli imprenditori, quanto per gli antiproibizionisti, l’interesse è quello di mantenere libero questo mercato, tenendo lontana qualsiasi forma di monopolio statale.

Dobbiamo spingere per ottenere un aumento del THC consentito per legge, sino ad arrivare a quella legalizzazione che toglierà alle Mafie il loro principale introito economico. Da troppo tempo aspettiamo una legge che ponga fine alla persecuzione di onesti cittadini, e che conceda la libertà di scegliere e coltivare. Inoltre è necessario creare posti di lavoro, e se ci siamo riusciti con la cannabis light, immaginate cosa potrebbe accadere regolamentando produzione e vendita di cannabis con THC…

Articolo originale su dolcevitaonline.it: Perchè la gente fuma Cannabis Light?

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