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Il narcocapitalismo Ibleo
Autore: Giorgio Stracquadanio  28/01/2018 - 20:03:00
Il motore dello sviluppo di questa provincia? Gli istituti di ricerca, le fondazioni bancarie, le pubblicazioni accademiche, parlano della piccola e media impresa e dell’impulso economico che essa ha creato nei vari settori. Leggo le pubblicazioni e rido. Si, la microimpresa ha avuto e ha un ruolo importante, ma il nuovo propulsore dell’economia iblea è la droga. Il 2018 si è aperto con arresti a raffica. In meno di venti giorni ci sono state tre operazioni antidroga. “Bande multietniche”, così sono state definite, che spacciano di tutto: marijuana, hashish, eroina, coca, soprattutto coca.
E poi pusher fai da te ogni giorno vengono beccati qua e la dalle forze dell’ordine nelle varie città della provincia. Domanda e offerta si incontrano in qualsiasi parte: dentro le scuole, nelle fermate dell’autobus, di fronte ad un campo di calcetto, pure davanti alle parrocchie .. ogni luogo va bene. “Sistemi d’impresa” e “ditte individuali” dello spaccio controllano le “piazze” di Ragusa, Comiso, Modica, Ispica, Santa Croce, Vittoria, … Ma queste attività brillano di luce propria oppure il servizio gli viene affidato, come una sorta di franchising? Chi gli procura la merce da piazzare? Chi li controlla? E’ evidente che dietro queste persone c’è la criminalità organizzata. Non potrebbero operare senza “certe autorizzazioni”. Queste piccole centrali dello sballo, in particolare le “bande multietniche”, secondo i calcoli degli inquirenti, producono un giro d’affari che si aggira intorno ai 30 milioni di euro mensili. (ne hanno sgominate tre quindi 90 milioni al mese).
Quale attività ha una resa così alta? La “roba” è l’unica merce che non ha conosciuto e non conosce la parola crisi. In questa provincia (e non solo) ogni giorno centinaia di persone cercano freneticamente qualcosa da fumare, da sniffare o da iniettarsi nelle vene e loro, gli attivisti in franchising, sono li pronti a soddisfare le richieste. In questa provincia ci sono luoghi che sono diventati dei veri e propri “centri commerciali” dello sballo forniti da quella “grande distribuzione organizzata” che è la mafia. Ecco il nuovo modello economico che si sta affermando nella provincia babba: il narcocapitalismo molecolare. Il lavoro delle forze dell’ordine è preciso, chirurgico, puntuale; ma gli arrestati vengono subito sostituiti. Il ricambio è rapido, immediato. La domanda è tanta, continua, inarrestabile. I clienti devono essere soddisfatti sempre, hanno bisogno, in base ai casi e alle condizioni, di eccitarsi o di rilassarsi. E poi c’è il sabato con le discoteche che pompano musica tekno o i rave party sui colli iblei e li di roba ne serve tanta, tantissima.
E mentre i nasi si imbiancano, le cartine si arrotolano e le vene tornano ad essere pompate; le casse delle mafie si saturano di denaro liquido. Qualcuno mi dice che i soldi non li contano più: li pesano.
 
Ecco, questa è una delle facce del nuovo modello Ragusa di cui nessuno parla e di cui bisogna cominciare a dire qualcosa.
 
di Giorgio Stracquadanio

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Articolo originale su laspia.it: Il narcocapitalismo Ibleo

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