Si chiama "Wietpas", il passaporto per la cannabis che ha acceso diverse controversie in Olanda, un paese che cerca di fare i conti con la politica della tolleranza da tempo in atto e che per questo lo caratterizza.
Ivo Opstelten, il ministro della Giustizia di area liberale, ha lanciato un progetto che coinvolge, inizialmente, le città olandesi del Brabante: Eindhoven, Breda, Tilburg, Den Bosch ed Helmond nel quale, tra l'altro, intende modificare da 5 a 3 grammi la quantità di cannabis acquistabile liberamente nei coffee-shops.
L'obiettivo sarebbe impedire l'accesso a queste strutture a tutti gli stranieri concedendo il wietpas solo ai residenti delle cinque città. In seguito il progetto verrebbe esteso a tutte le città olandesi, inclusa Amsterdam, rinomata "capitale mondiale della cannabis".
Il progetto mira anche a ridurre il disturbo causato dal commercio delle droghe leggere. Ogni giorno le migliaia di persone, che vanno a rifornirsi soprattutto al Sud del paese, creano non poche difficoltà ai comuni.
Principalmente per le molte bande che cercano di intercettare i clienti dei coffee-shops e vendergli altre droghe, per la gran parte pesanti; come pure per la guerra che le stesse bande si fanno tra loro per assicurarsi la produzione e la vendita della cannabis destinata ai coffee-shops.
Da notare che l'Olanda ha liberalizzato la vendita al dettaglio, ma non regolamentato la produzione o come questi negozi debbano rifornirsi.
Chiudere o non chiudere i coffee-shops
È a Maastricht, nel Limbourg, che dal 2008 è in corso un'accesa polemica sui wietpas. Un tribunale ha stabilito che vi sarebbe discriminazione tra cittadini olandesi e stranieri, ma il Consiglio di Stato olandese, come la Corte di giustizia europea sono di parere opposto.
Il 16 dicembre, i giudici di Lussemburgo, hanno stabilito: "La libertà dei non-olandesi sarebbe certamente limitata, ma questa decisione può essere considerata come un provvedimento giustificato e prioritario".
Il problema non sembra comunque risolto. Maastricht, la prima città a difendere il principio del passaporto, ha cambiato idea: il consiglio comunale è ora piuttosto contrario. Il sindaco ventila addirittura la chiusura dei coffee-shops e la fine della politica della tolleranza.
Amsterdam, al contrario, vuole andare avanti ma senza wietpas. Nelle altre città infine, si temono esodi della clientela verso altri lidi.
Gli esperti si lamentano della confusione e criticano la finalità stessa del progetto. Credono inoltre che favorirà il mercato nero e quelli che in Olanda chiamando i "Dealers 06", venditori illegali raggiungibili a qualsiasi ora sui loro telefoni cellulari. fonte: lemonde.fr - Jean-Pierre Stroobants (Bruxelles, bureau européen)
trad: adm
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