Scritto da: Idroweed
in Canapa e derivati ini 22 Gen 2010
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La Corte Suprema della California ha respinto i limiti alla cannabis terapeutica imposti dai parlamentari dello stato, affermando che le persone con prescrizioni per l'"erba" possono detenere e coltivare tutta quella che serve loro per uso personale.
L'alta corte ha stabilito che i parlamentari hanno impropriamente emendato la legge che depenalizzava il possesso di marijuana ai "californiani seriamente malati" che avevano una prescrizione medica, imponendo ai pazienti un limite di otto once (227 grammi) di marijuana seccata e sei piantine.
La Legge sull'uso compassionevole, approvata dagli elettori della California nel 1996, non aveva messo limiti a quanta marijuana i pazienti potevano possedere e coltivare, affermando solo che doveva essere per uso personale.
La Corte Suprema statale ha stabilito che i limiti imposti non devono "intralciare" la capacità di una persona di affermare, sulla base della Legge sull'uso compassionevole, che la marijuana posseduta o coltivata è per uso personale.
Fonte Aduc Droghe
Scritto da: Idroweed
in Canapa e derivati ini 22 Gen 2010
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Fonte Aduc Droghe
I principi attivi presenti nella cannabis agiscono in sinergia inibendo la crescita delle cellule cancerogene e causandone la morte. Questi i risultati di una sperimentazione preclinica pubblicata sulla rivista scientifica Molecular Cancer Therapeutics.
I ricercatori dell'Università della California hanno studiato gli effetti del cannabidiolo, non psicoattivo, in combinazione con il Thc, principio psicoattivo della cannabis con proprietà anticancerogene.
Gli studiosi hanno scoperto che la combinazione di questi cannabinoidi è più efficace contro il cancro rispetto alla somministrazione separata di questi principi. "Abbiamo scoperto che il cannabidiolo aumenta l'abilità del Thc di inibire la proliferazione di cellule (cancerogene), inducendo l'arresto del ciclo cellulare e l'apoptosi (la morte programmata delle cellule)", hanno scritto gli autori dello studio.
I ricercatori concludono: "Separatamente, Thc e cannabidiolo possono inibire la crescita e la diffusione delle cellule cancerogene in modi distinti, e provocare la loro morte. Abbiamo ipotizzato che, unendo i due agenti, si potesse giungere ad una convergenza delle modalità di azione con un conseguente potenziamento dell'azione inibitoria di certi fenotipi di cellule cancerogene. Questa ricerca dimostra che è così".
Una recensione di studi scientifici pubblicata nel 2008 sulla rivista Cancer Reserch aveva riportato che i cannabinoidi inibiscono la proliferazione di cellule di una molteplicità di tumori, tra cui il tumore al cervello, prostata, seno, polmone, pelle, pancreas e il linfoma.
Scritto da: Idroweed
in Canapa e derivati ini 23 Dic 2009
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Farsi una canna anche una sola volta distrugge il cervello, lo attacca e lo buca, come sovente dichiarano i responsabili politici della guerra alla droga e ai consumatori? No. Il consumo moderato di cannabis non causa alcuna diminuzione delle funzioni cognitive. Questo il risultato di una sperimentazione clinica pubblicata sulla rivista scientifica Human Psychopharmacology.
I ricercatori dell'università Ludwig Maximillian di Monaco hanno studiato il legame fra il consumo moderato di cannabis e le funzioni cognitive su un campione di 284 adulti. I soggetti si sono sottoposti ad una lunga serie di esami neuropsicologici, tra cui esami per valutare le funzioni esecutive (ossia "il processo cognitivo che regola la capacità dell'individuo di organizzare il pensiero e le proprie attività, classificare i propri impegni in ordine di priorità, utilizzare il tempo efficientemente e prendere decisioni"), la memoria e l'impulsività.
Gli studiosi hanno concluso che "i consumatori assidui di cannabis e alcool mostrano un maggior grado di impulsività". "Per quanto riguarda l'uso saltuario o moderato di queste sostanze, non si nota alcun impatto sulle funzioni esecutive".
Fonte: Aduc Droghe
Scritto da: Idroweed
in Canapa e derivati ini 19 Dic 2009
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La cannabis potrebbe essere un trattamento efficace contro la colite
ulcerosa e il morbo di Crohn, due malattie intestinali sempre piu'
diffuse.
E' la scoperta di Karen Wright della Lancaster University, grazie a una ricerca presentata al Meeting della British Pharmacological Society ieri a Londra.
I principi attivi della pianta con cui si produce hashish e marjiuana, i cannabinoidi THC e cannabidiolo, sono risultati efficaci regolatori della funzione intestinale.
La colite ulcerosa e' una malattia che, assieme alla malattia di Crohn, rientra tra le sindromi infiammatorie croniche intestinali. Nella colite ulcerosa vi e' una importante infiammazione che interessa soltanto il grosso intestino, con sintomi che vanno dalla diarrea all'emorragia.
Un meccanismo che sta dietro queste sindromi infiammatorie intestinali e' la permeabilita' delle pareti dell'intestino che diventa eccessiva e cosi' facendo lascia penetrare i batteri della flora intestinale che fanno danni al tessuto.
Gli esperti hanno scoperto, per ora in provetta, che i principi attivi della cannabis possono riportare alla normalita' questa alterazione della permeabilita' del tratto intestinale e potrebbero quindi aiutare nella terapia contro queste diffuse malattie infiammatorie.